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In Italia l'atto notarile (a causa di leggi meno pregnanti) è spesso agli occhi della gente, un'idiozia: il prezzo dichiarato non è quello effettivamente pagato (spesso prima della Bersani erano i notai a dire quale era l'importo da dichiarare), il notaio se ne guarda bene dal contattare l'amministratore e dal saldare le insolvenze, l'atto è infarcito di autocertificazioni che il venditore appone senza saperne nulla (la parte autocertifica che l'immobile è ante '67, che non si rientra in uno dei casi per cui va allegato l'ACE), il notaio non interviene quasi mai al momento del preliminare, ecc. ecc. ecc.
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in merito al tuo intervento sui notai italiani postillerei la parola "il notaio" con quella "i notai che conosco io".
Non generalizziamo!
Non generalizziamo!
invece io tendo a generalizzare perchè sono proprio le leggi (e non i notai) a rendere impossibile agire come in Francia, anche al notaio più accorto.
In Italia la caparra va versata al venditore non al notaio;
In Italia il prezzo non va depositato dal notaio che girerà i soldi solo a trascrizione avvenuta;
In Italia il notaio non può pagare personalmente (con i soldi della compravendita) le spese condominiali arretrate e le eventuali pendenze fiscali;
In Italia le dichiarazioni relative agli impianti, alle concessioni edilizie, ecc. ecc. sono di parte (è la legge che lo impone) non credo vi siano notai che vadano direttamente in Comune a farsi dare il fascicolo delle concessioni edilizie dell'immobile (se una persona tace un abuso edilizio il notaio non potrà certo accorgesene, in totale buona fede);
In Italia il preliminare viene stipulato fuori dagli studi notarili nella maggiorparte dei casi (è lì che la parte va maggiormente tutelata);
Riguardo al prezzo da dichiarare forse la cosa non varrà per tutti i notai, ma certamente prima della Bersani era usuale indicare il prezzo al di sopra del quale non vi sarebbe stato accertamento; inoltre il notaio non ha alcuno strumento (quale appunto il conto segregato da cui si veicolano i pagamenti) per verificare i prezzi dichiarati.
Non dimentichiamo inoltre che una legge francese (CHE IN ITALIA NON ESISTE) impone alle parti di dichiarare sotto la propria responsabilità e a pena di sanzioni penali ed amministrative, che non vi è stato del "nero".
In Francia, se una parte lo richiede, è il notaio che ufficialmente convoca le parti per la stipula e, se una parte non si presenta, può redigere un verbale di diserzione che ha valore legale (atto paragiudiziale).
In Francia è la legge che impone di vincolare i soldi dell'eventuale decadenza fiscale; in Italia (alcuni notai lo fanno) non vi è un obbligo in tal senso e se il venditore di una prima casa non riacquista entro l'anno e non paga la cartella, l'ipoteca la mettono sulla casa che ha già venduto.
Tale dichiarazione la rende anche il notaio (per quanto di sua conoscenza).
Vi assicuro che non vi è notaio che corre il rischio di vedersi citato e fa finta di non sentire; in Italia invece i preliminari vanno e vengono; vengono presentati preliminari non registrati con il prezzo cancellato, ecc. ecc. (e la situazione è nettamente migliorata con l'introduzione della Legge Bersani).
Ribadisco, per chiarire il senso del mio intervento, che da noi un notaio che lavora bene può tutelare una parte molto meglio di un notaio che bene non lavora, ma e' la stessa legge italiana a legare le mani anche al notaio che vorrebbe lavorare il meglio possibile.
Sostanzialmente l'acquirente è tutelato meglio dal notaio francese, si sente più protetto e pertanto si fida di più.
Attenzione: anche il notariato francese presenta tutta una serie di lati negativi (ovviamente a mio modo di vedere) che il notariato italiano non ha.
Ma non è questo che mi interessa in questo momento.
Messaggio modificato da clubi il 16 October 2008 - 01:34 PM

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